Georges Feydeau


"Il più grande autore comico dopo Molière": così nel 1984 il commediografo Marcel Achard definisce Feydeau.
Georges – Leon – Julie – Marie Feydeau, (1862 - 1921), drammaturgo francese, autore di farse e commedie leggere, nacque a Parigi in un ambiente artistico. Suo padre Ernest era uno scrittore celebre, amico di Flaubert ed autore di trattati di archeologia e di romanzi libertini. Sua madre, polacca, era notissima per la sua bellezza.
A partire dalla sua adolescenza iniziò a scrivere dei monologhi, poi dei pezzi da lui stesso interpretati. Ottenne il suo primo successo con la commedia "Sarto per signora" (1887) che fu bene accolta dalla critica. foto1Negli anni successivi scrisse almeno altre sei opere, che non convinsero nè il pubblico nè la critica.
Solo nel 1892, quando andò in scena il suo vaudeville "Il signore va a caccia", il drammaturgo ottenne un largo successo di pubblico. Seguirono "Champignol suo malgrado", "Il Sistema Ribadier" che propiziarono l’inizio di una serie di classici del vaudeville : "A scatola chiusa" (1888), "L’Hotel del libero scambio" (1894), "La dama del Chez Maxim" (1899); "La Duchessa delle Folies-Bergère" (1902), "La pulce nell‘orecchio" (1907), "Occupati di Amelia" (1908) e "Il tacchino" (1910).
Feydeau si allontanò allora dal vaudeville per comporre delle farse coniugali in un atto, la cui comicità feroce e virulenta gli fu forse ispirata dal fallimento del proprio matrimonio con Marianne Carolus-Duran.
Tra questi si ricordano "La defunta signora mamma" (1908), "La purga di Bébé" (1910) "Ma non andare in giro tutta nuda" (1911), e "Ortensia ha detto: me ne frego" (1916).




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